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Negli ultimi anni la frequenza con cui O'Reilly rilascia libri
riguardanti il linguaggio Perl è alquanto diminuita. Ciò, quasi certamente,
non è dovuto ad una mancanza da parte di O'Reilly, ma più probabilmente al
fatto che Perl è un linguaggio maturo per il quale esiste molta letteratura
che è ancora aggiornata. Ad esempio, la 3a edizione di Programming Perl è
uscita nel 2001 e rappresenta un riferimento ancora affidabile per l'attuale
versione del linguaggio - anche se ciò dovrebbe cambiare entro pochi giorni,
con il rilascio di perl 5.10.
Sembra che comunque ci sia ancora da scrivere su Perl come linguaggio, e
non solo su progetti e software "powered by Perl", ed questo libro tratta
proprio il linguaggio ed i modi per utilizzarlo al meglio. Si tratta di una
raccolta di consigli, best practice e suggerimenti che può essere collocata
nella stessa categoria di due altri titoli di O'Reilly: Perl Hacks e
Perl Best Practices.
Parte di questo libro è dedicata alle solite (importanti) aree: creazione di
software sicuro e prestante, debug, gestione degli errori, utilizzo dei log
e scrittura della documentazione. Per tutto ciò l'autore descrive solitamente
varie possibilità, che spaziano dal fare tutto da soli utilizzando
semplicemente il compilatore perl all'utilizzo di moduli CPAN per
automatizzare parte del, se non tutto il, lavoro. Ad esempio, la sezione
relativa al profiling dei programmi Perl spiega inizialmente cos'è il
profiling ed illustra un approccio generale all'attività, e poi come
effettuare il profiling di codice che si collega ad un database utilizzando
DBI::Profile; in seguito l'autore descrive la soluzione completa, che
presuppone l'utilizzo di Devel::DProf, e chiude con suggerimenti su come
scrivere un proprio modulo di profiling.
Questo testo può aiutare a migliorare la progettazione delle proprie
applicazioni. Ad esempio, se si è abituati ad inserire le variabili di
configurazione in cima ai propri script, il capitolo 11 presenta un
diverso approccio, che coinvolge l'utilizzo di file di configurazione
(i cui parametri possono essere sovrascritti tramite opzioni sulla
linea di comando) come fa tutto il modo Unix - ci sono molti formati tra
cui scegliere. Se si sta usando Windows, c'è il Windows Registry; con
MacOS X il formato plist. Tutto questo può essere gestito con moduli pronti
da usare, e questo libro indica la via per farlo.
Le parti più interessanti del libro si annidano nei capitoli "di nicchia",
che spiegano aspetti di Perl che la maggior parte dei programmatori non ha
bisogno di conoscere, ma di cui ogni programmatore di sicuro potrebbe
beneficiare. Si può pensare ad esempio che lavorare con i bit sia qualcosa
per programmatori assembly o C++, ma ciò è sbagliato: il capitolo 16 offre
un'ottima introduzione ai numeri binari, agli operatori sui bit ed ai
vettori. Anche il capitolo 6 merita un'occhiata, poiché spiega come scrivere
codice chiaro e come de-offuscare il codice di altri (ok, l'offuscamento
è una virtù, ma ci dovrebbero essere dei limiti ;-)).
Mastering Perl è un libro che può rivelarsi molto utile per
migliorare il modo in cui si utilizzano Perl (il linguaggio) e perl (il
compilatore): è una lettura senz'altro consigliata, che poi diventerà
un utile riferimento.
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