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Corso di Perl



 
Damian Conway Versione stampabile.
Object Oriented Perl
1884777791 - Manning - 1999 - 42,95 USD
Recensioni di Daniele Radogna e dree.

Il libro tratta della programmazione a oggetti in Perl

Recensione di Daniele Radogna Punteggio: 5/5

E' un libro straordinario per stile, completezza, informatività. Rende disponibili unitariamente, in un' unica fonte, informazioni sparse qua e la. Vale ogni singolo dollaro speso.

Recensione di dree Punteggio: 5/5

Perl non nasce quale linguaggio esclusivamente Object Oriented (OO), come invece lo sono Java e Python, ma è stato aggiornato con il supporto a questa tecnologia a partire dalla versione 5 del 1994. L' Object Oriented Programming (OOP) è dunque una filosofia relativamente nuova per il Perl e ad ogni modo non è necessaria per il suo utilizzo.

Object Oriented Perl è un volume di quasi 500 pagine scritto da Damian Conway ed edito dalla Manning nell'agosto 1999. Questo testo è il primo dedicato interamente all'OOP in Perl, a cui erano stati precedentemente riservati solo alcuni capitoli su libri di programmazione generale in Perl.

L'intento dell'autore è quello di fornire un tutorial sulle caratteristiche OO di Perl e sulle tecniche che sono state sviluppate per poter utilizzare queste caratteristiche.

Il libro è strutturato in 14 capitoli (più 2 in appendice): dopo un primo capitolo di introduzione ai concetti dell'OOP, si passa ad un riepilogo di quegli aspetti del Perl che sono necessari alla comprensione delle strutture e tecniche OO. Questo secondo capitolo, che tratta le subroutine, le strutture dati e le operazioni per accedere ad esse, è davvero completo ed esauriente e vale sicuramente la pena leggerlo, anche se si ha già una buona conoscenza del linguaggio. Seguono poi i capitoli centrali, dove vengono spiegate le tecniche OO dal punto di vista del Perl, mettendo in risalto le differenze, ovvero le diverse interpretazioni (o meglio implementazioni) che il Perl dà alla filosofia OO (un esempio su tutti: il polimorfismo).

Nel capitolo 8 vengono descritti due moduli per la semplificazione nella creazione di classi: Class::Struct e Class::MethodMaker, di cui si prensentano motivazioni, funzionalità ed esempi di utilizzo.

Concludono i capitoli sugli aspetti più avanzati dell'OO e sui meccanismi implementativi dell'OO che caratterizzano un linguaggio non tipato (senza dichiarazione statica del tipo di una variabile) quale è Perl.

In appendice troviamo un breve reference dei concetti trattati e una comparazione tra l'implementazione OO di Perl e quella di altri quattro linguaggi OO: Smalltalk, C++, Eiffel e Java. Infine è presente un utile glossario.

L'autore utilizza un esempio pilota, la classe CD::Music (utilizzata per catalogare informazioni riguardanti i CD musicali), che accompagna il lettore per gran parte del libro e che viene aggiornata e riscritta quando necessario, in base alle nuove nozioni esposte.

Per ogni argomento trattato, viene dapprima presentato un esempio base (naïf), poi il codice viene via via affinato in base alle problematiche incontrate: vengono così sollevate delle obiezioni al codice precedente e ogni modifica apportata ha la sua giustificazione.

Al termine di ogni capitolo, vengono fornite indicazioni su dove reperire ulteriori informazioni e un breve sommario dei punti salienti trattati nel capitolo stesso.

Object Oriented Perl è un libro "rigoroso", ben impostato, che insegna a scrivere codice "pulito". Fornisce cioè un modus operandi, una sorta di igiene mentale che l'autore invita a seguire per la scrittura di un "buon" codice OO in Perl. Naturalmente l'autore giustifica tali scelte, mostrando delle alternative al codice pulito, e gli svantaggi che queste alternative comportano. È un libro "tosto", agli inizi scorrevole grazie anche ad uno humour che mette a proprio agio il lettore, ma che subito aumenta la complessità degli argomenti e, di conseguenza, degli esempi.

Object Oriented Perl non è esente da difetti, tutto sommato, inevitabili. Ad esempio la trattazione della filosofia OOP, nel capitolo iniziale e nel resto del libro, non è molto approfondita. Del resto esistono interi volumi dedicati a questo argomento. Un altro appunto potrebbe essere il veloce aumento della complessità della trattazione. Del resto è la stessa OOP a non essere banale. Ancora, si sarebbe potuto impostare il libro in maniera ancor più rigorosa, perdendo probabilmente in chiarezza, oppure renderlo di più facile lettura, dovendo allora tralasciare qualche aspetto più avanzato. Tutto sommato, il compromesso scelto da Conway è il più adatto per questo primo libro interamente dedicato all'OOP in Perl.

È un libro da avere? Per imparare l'OOP del Perl sono probabilmente sufficienti i tutorial online, la documentazione fornita con il linguaggio e magari il capitolo sull'OOP che si trova in "Advanced Perl Programming".

Per averne una trattazione esaustiva, per conoscerne maggiori dettagli, per sapere perché è consigliato adottare determinate tecniche di programmazione, allora Object Oriented Perl è per ora l'unica valida alternativa.

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