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A volte capita che mi chiedano - in mancanza di fonti più autorevoli a portata di mano - "Senti, ma quand'è che esce Perl 6?". Solitamente preferisco rispondere: "È come una famiglia in cui c'è un figlio brillante che non si laurea mai: ne parliamo il meno possibile". È un argomento che può essere imbarazzante. Ma è anche vero che raramente permetto che la verità si metta tra me e quella che mi sembra una buona battuta. Questo è uno di questi casi.
Un altro che non scherza quando c'è da fare una battuta è Simon Cozens. Era il 2001 (il primo di Aprile, per la precisione) quando se ne uscì con l'annuncio che Larry Wall e Guido Van Rossum avevano deposto le ostilità, e fraternamente intrapreso il progetto di unificare Perl e Python. Il nuovo linguaggio, nell'immaginazione di Simon, avrebbe dovuto chiamarsi Parrot.
L'anno successivo, Parrot sembrò un nome azzeccatissimo da dare alla virtual machine destinata ad essere la piattaforma non solo di Perl 6, ma in linea di principio di ogni linguaggio dinamico.
All'inizio del 2008, dopo Pugs (una implementazione di Perl 6 scritta in Haskell: tentativo comunque fruttuoso ad opera di Audrey Tang), comincia il progetto Rakudo: un vero e proprio compilatore Perl 6 che usa Parrot come target.
Rakudo? In giapponese Rakuda-do vuol dire "la via del Cammello". Abbreviato in Rakudo, la traduzione convenientemente diventa "Paradiso".
La grande notizia di oggi è che è uscito Rakudo * (si legge "Rakudo Star"), la prima distribuzione usabile (include Parrot e Rakudo stesso) e "stabile" di Perl 6.
Inviato da larsen alle 17:14
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