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ICJ, impressioni
14.10.04

Qualcuno si chiede, su it.comp.lang.perl, a proposito dell'Italian Code Jam:

"Allora... mi sono perso un evento storico?"

La risposta, mi duole dirlo, è "Sì". In effetti, a pensarci, il fatto che la risposta sia "Sì" non mi dispiace affatto. Avevo qualche timore: c'erano grandi aspettative, e so che la probabilità di essere delusi è proporzionale all'entità dell'aspettativa.

L'ICJ, almeno per quello che mi riguarda, è stato molto soddisfacente: relatori di fama internazionale, talk interessanti, quasi nessun intoppo tecnico/logistico, speaker e audience contenti (credo, spero).

Non pago, dedicherò il resto di questo post a rigirare il coltello nella piaga. Uomo avvisato...

Tra CodeJam, cene dei relatori, una cosa e l'altra, sono stato via tre giorni, un po' a Bologna e un po' Ferrara. Sono successe tali e tante cose che non possono nemmeno provare a narrarle tutte. Posso limitarmi a comunicare le mie impressioni, le cose che più mi hanno colpito, con la triste certezza che dimenticherò qualcosa. Ma esistono i commenti, e confido nel fatto che i miei pard mi soccorreranno, laddove gli occhi, la memoria o l'acume verranno meno.

Il CodeJam

Ahimè, non ho seguito tutto. Non sono in grado di fare un riassunto di ciò di cui i relatori hanno parlato. D'altro canto, il programma è online, e tutti gli atti lo saranno presto. In compenso sono preparatissimo sugli aspetti collaterali: la grande affluenza dei partecipanti, la disponibilità dei relatori, la mostruosa quantità di fotografie scattate durante l'evento che ora si perderanno nei vicoli della rete, l'espressione di entusiasmo dipinta sulla maggior parte delle facce che ho visto, gli applausi e, perchè no, le risate. Per dire: il talk di Allison Randal e il relativo question time (cui partecipa anche Larry Wall) si concludono. Rimangono ora soltanto le licenze Activestate da estrarre, e poi saluti e ringraziamenti. Dakkar sale sul palco per pilotare il suo software di estrazione. Mauro Tortonesi (con parole che non riferirò qui) fa notare che, per così dire, si potrebbe mettere sul palco qualcuno che catalizzi più attenzione. Dal pubblico viene rapidamente pescata una ragazza la quale, appena insediatasi come dea bendata, si auto-estrae come vincitrice di una delle licenze. Come diceva quel tale, mai fidarsi dei numeri pseudocasuali. Nessun broglio, comunque.

Larry Wall

Sento il bisogno di dedicare un intero paragrafo a Larry Wall. Qualcuno nella mailing list degli organizzatori ha detto che uno dei suoi sogni è stato realizzato, e ora si ritiene un uomo felice. Più o meno vale lo stesso anche per me, con la differenza che ora sono come una scolaretta felice. Larry Wall è molto simpatico, molto disponibile e molto intelligente. Il suo talk era divertente (applausi e risate a scena aperta), bizzarro e profondo al tempo stesso; ha fornito una visione della filosofia e della storia del Perl (compresa la storia futura) che ho trovato entusiasmante e d'ispirazione. L'unico rammarico, forse, è stata la velocità con cui ha dovuto trattare l'ultima parte su Perl 6: forse avrebbe potuto passarla in toto al talk di Allison, che aveva un taglio principalmente tecnico. Rimane il fatto che è stato estremamente interessante ascoltare dal vivo il punto di vista della persona che ha pensato e realizzato uno strumento tanto fortunato e potente.

L'inglese

Le mie difficoltà con l'inglese non si limitano al parlarlo, ma si estendono al capirlo. Ad esempio, Allison Randal mi chiede connettività wireless: tuttora non so come ho fatto a capire cosa volesse, e che parole abbia usato per chiedermelo. E ancora. Larry Wall e famiglia si erano insediati in una sala un po' più isolata. Larry coadiuvato da Geneva dava gli ultimi ritocchi al talk (qualcuno, maliziosamente, proponeva la tesi che lo stesse preparando sul momento). Gloria ricamava. Passo a vedere se han bisogno di qualcosa, mi chiedono un paio di caffè, e mi imbarco nel compito, superiore alle mie capacità, di spiegar loro che in Italia il caffè è corto e forte, e che non potrò portar loro un mezzo litro di acqua sporca, come mi pare si ami bere il caffè in America. Larry mi trae d'impaccio: "Italian coffee is small, isn't it?". "Yes". "Ok". Volo al bar, sgridandomi da solo: "Keep it simple, stupid!".

Intoppi

Come dicevo, è andato tutto bene, a parte qualche intoppo tecnico all'inizio (il buon giorno si vede dal mattino). Durante il talk di Randal Schwartz (il primo della giornata) l'immagine delle slide comincia a friggere, si distorce e scompare. Qui si vede la robustezza e la professionalità dell'apparato organizzativo (e di Randal, come relatore): vengono provati 4 (quattro!) proiettori, il tutto mentre merlyn continua a parlare. Mauro insinua il dubbio che sia in realtà il Powerbook ad avere problemi (e dopo 4 proiettori, nonostante la mia "fede" informatica, l'ipotesi pare convincente anche a me). Si riesce comunque a mettere le cose a posto, e Randal completa il suo talk (era il cavo video, alla fine). Successivamente, durante il talk di Dave Cross, salta il contatore dell'elettricità nell'aula conferenze. Un po' di corse tra aule e centralina ed è pollice verso l'alto, ancora una volta. Bravi.

Chi è arrivato fin qui e si aspettava una cronaca stringata a puntuale probabilmente non sarà soddisfatto. Mi scuso: non era mia intenzione. Non era mia intenzione soddisfarlo, intendo dire.

Prima di chiudere, ricordo l'ultimo episodio. ICJ sta per finire. Incrocio Fabio in giro per l'aula: oltre a tutto il resto, si era anche accollato il compito di scattare una serie di ritratti in bianco e nero agli speaker. Ci consultiamo rapidamente e stabiliamo che di tempo per gli intoppi ormai ce n'è poco: il CodeJam è andato bene. Murphy, che era di sicuro ad aspettarci dietro ad un angolo, ha trovato altro da fare. Decidiamo di rimandare strette di mano e i vari e reciproci convenevoli al dopo cena ("dopo il caffè e l'ammazzacaffè"), quando sarà veramente tutto finito.

Le strette di mano ci sono state, ma le ripeto idealmente. Grazie a tutti, e grazie di tutto. Ci si rivede al prossimo CodeJam :-)

Inviato da larsen il 14.10.04 13:47
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Inviato da finelli il 14.10.04 17:38

5 proiettori, caro Stefano, cinque proiettori, non quattro ...

poi, pero', il powerbook e' stato domato

Inviato da Marco Frattola (sbarrax) il 14.10.04 18:24

Io non ho assistito a tutti gli intoppi del mattino, però il pomeriggio è filato via liscio
in linea di massima la giornata è stata ottima e la qualità dell'evento eccelsa
anche l'afflusso di gente mi è sembrato molto buono

azzeccatissimo il tuo blog-intervento :)

al prox Italian Code Jam ;)










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